Grazie al mobile e a strumenti sempre più facili da utilizzare, l’eCommerce rappresenta un’opportunità di accelerare la crescita inclusiva in modo rapido e senza costosi investimenti

Lo shopping online secondo numerose ricerche può rappresentare il punto di svolta per molti Paesi.

Secondo una ricerca di McKinsey, l’eCommerce rappresenta per i Paesi emergenti un’opportunità di accelerare la crescita inclusiva in modo rapido e senza costosi investimenti. E tutto grazie agli smartphone. Infatti, già nel 2014, meno del 55% degli adulti nelle economie emergenti aveva un account bancario, ma più dell’80% aveva uno smartphone.

E proprio gli smartphone, con la crescita costante delle connessioni ad internet pro-capite, rappresentano il modo più rapido per accrescere la propria conoscenza e partecipazione al mercato e alla ricchezza globale: grazie ai sistemi di pagamento online, al Cloud e ai sistemi di vendita online sempre più avanzati, anche persone che non avevano mai avuto la possibilità di partecipare al commercio elettronico, come reseller o come acquirenti, oggi possono farlo!

Questo rappresenta un cambiamento epocale prima di tutto per la micro-imprenditoria locale, che ha finalmente la possibilità di accedere a basso costo e con risorse limitate ad un mercato nazionale e internazionale, potendo così cambiare la propria condizione economica e il proprio business.

Oggi un giovane imprenditore, se ha un po’ di intraprendenza, uno smartphone e una connessione ad internet, può iniziare a vendere i suoi prodotti o servizi ben al di fuori della cerchia del suo territorio, magari ben oltre il suo Paese, aprendosi a possibilità impensabili fino a pochi anni fa. E sempre più giovani imprenditori, in tutto il mondo, potranno farlo.

 

Nuovi mercati per i nostri eCommerce

Dall’altra parte, l’esplosione degli eCommerce anche nei Paesi emergenti pone grandi sfide, e grandi opportunità, anche a noi come imprenditori locali. Secondo le stimeIndia, Corea del Sud (ma anche del Nord, magari, visti gli ultimi sviluppi) e gran parte del Sudamerica diventeranno presto i maggiori acquirenti dei siti di eCommerce.

Amazon, JD.com, Alibaba, Apple e Walmart sicuramente si contendono le maggiori quote di mercato, ma se c’è qualcosa che il digitale ci ha insegnato è che c’è davvero posto per tutti. E questo vale ancora di più mano a mano che il mondo diventa più piccolo, ma anche più numeroso. E se vendi qualcosa online e non hai mai pensato finora che il resto del mondo potesse essere interessato ad acquistarlo, forse è il momento che ci ripensi un attimo: secondo uno studio globale di Pitney Bowes, già il 40% dei consumatori che acquistano online ha comprato qualcosa da un altro Paese.

I beni più venduti internazionalmente online? Sempre secondo le stime sopra, sono gioielli, scarpe e oggetti di lusso. Che fortuna trovarsi a vivere, produrre e operare nel Paese più famoso al mondo per almeno due di queste categorie di prodotto, non trovi?

 

Il momento di internazionalizzare il tuo eCommerce è… ieri

Sì, esatto! Corri! Però aspetta un attimo, che non è tutto oro quel che luccica. Internazionalizzarsi non è mai facile e anche se nel caso degli eCommerce c’è il grosso vantaggio di non dover necessariamente spostare produzione, uffici, macchinari e simili in un altro Paese, rimangono comunque tanti nodi da sciogliere.

A partire dalla grande domanda: dove? Non esiste una risposta univoca e ogni business dovrebbe fare i propri ragionamenti su prezzi, costi, concorrenza, utilità e molto altro. Prima di tutto dovresti chiederti perché un ragazzo nigeriano, o una ragazza indiana, dovrebbero acquistare il tuo prodotto. O quello di chiunque altro fuori dal proprio Paese.

Sempre secondo Pitney Bowes, ci sono tre motivazioni principali che spingono l’acquisto online da un altro Paese: il prezzo (68%), la disponibilità (46%) e la selezione (38%). Offri almeno una di queste cose in un Paese che non è il tuo? Allora sei già ad un ottimo punto di partenza!

 

fonte: ninjamarketing.it

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