Quello della cosmesi è un mercato in evoluzione costante, nono solo in Cina e in Europa, ma anche in Italia, dove il settore del beauty è uno dei pochi ad aver reagito alla crisi economica mostrando dei segnali di crescita. Il settore italiano dei cosmetici è infatti uno dei più concorrenziali a livello internazionale, con marchi conosciuti in tutto il mondo. Al di là delle realtà più grandi ed affermate esistono anche le medie e piccole imprese che nascono come e-commerce e che hanno ufficialmente messo in crisi i canali di vendita tradizionali.

Lo scenario relativo all’industria cosmetica è dunque molo vario e sfaccettato: nell’ultimo decennio, il mercato dei cosmetici ha registrato una crescita costante, con un aumento del 50% delle vendite all’ingrosso. Le parole d’ordine sono e-commerce, innovazione e specializzazione.

Ma quali sono i trend di crescita di questo mercato? l’Italia oggi è un punto di riferimento determinante nel mercato dei cosmetici a livello mondiale, sia in termini di distribuzione che di produzione, basti pensare che il 60% dei cosmetici venduti nel mondo provengono dal nostro paese. Ma l’Italia risulta essere tra i paesi leader anche per quanto concerne la distribuzione sui vari canali di vendita presenti e registra i maggiori consensi nel commercio elettronico.

Beauty Report 2016: dati della crescita del mercato dei cosmetici in Italia

Dal Beauty Report 2016 di Cosmetica Italia, ovvero l’Associazione Nazionale delle Imprese Cosmetiche, è emersa una crescita importante del settore in via generale. Per capire meglio quali siano i vettori responsabili della crescita del fatturato, entreremo nel dettaglio del Rapporto.

Fino al 2010, il mercato dei cosmetici ha registrato un miglioramento costante che ha interessato tutti i canali di vendita, fatta eccezione per i supermercati e gli ipermercati, i quali hanno registrato una lieve flessione (2%). Il 2011 vede i primi segnali di criticità, partendo dai saloni di bellezza fino ad arrivare ai parrucchieri e alle profumerie. Al contrario, la situazione degli e-commerce risulta del tutto diversa: nei cinque anni di crisi, e-commerce ed erboristerie registrano un aumento del fatturato pari al +1800%  nel primo caso e del +18% nel secondo. Questo dato è molto significativo e spiega perfettamente la situazione: se, qualche anno fa, gli acquirenti di prodotti professionali si recavano ad acquistare negli appositi negozi o nei saloni, oggi quasi nessuno sceglie più questa modalità di acquisto, ragion per cui il fatturato degli e-retailer.

In questo quadro generale, l’e-commerce ha assunto un ruolo importante, essendo un elemento anticrisi in grado di trainare una buona fetta dell’economia del paese, risollevando le sorti di alcuni settori che altrimenti rischierebbero forti contrazioni. Ma andiamo ad analizzare nel dettaglio i dati relativi ai principali e-commerce italiani.

Dati Netcomm sugli acquisti online di prodotti di cosmetica

Dai dati forniti dal Report Netcomm intitolato “Analisi degli acquisti online di prodotti di cosmetica”, sono stati pubblicati i dati che confermano le grandi potenzialità del settore beauty: il 16% degli utenti che acquistano sul web sono acquirenti di prodotti di cosmetica; 2 su 3 sono donne; 1 compratore su 2 ha tra i 25 e i 44 anni di età. Dal rapporto è inoltre emerso che la maggior parte di questi utenti si concentra nelle metropoli e nei piccoli centri abitati dove la distribuzione della merce fatica ad arrivare. Nel 2016, gli utenti online di cosmetici sarebbero aumentati del 18%, mentre l’89% degli acquisti sarebbe stato effettuato su siti e-commerce. I negozi online, anche detti e-retailer, rappresentano i canali di acquisto prediletti dagli utenti, contro l’11% di acquisti effettuati su app. Tra le ragioni che hanno indotto gli utenti ad acquistare online ci sono: i prezzi vantaggiosi, la possibilità di beneficiare di offerte speciali e la gamma variegata e ricca di prodotti particolari.

Nuovi orizzonti molto interessanti attendono i protagonisti del settore cosmetico italiano, che faranno affidamento sul commercio digitale ancora per molto tempo.

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