“Il cibo “verde” vale 2,7 miliardi e piace agli italiani mentre i consumi languono, la spesa biologica sale a colpi del 20% l’anno. la domanda aumenta tanto che pure l’import sale del 50 per cento e si muovono i big dell’agro-industria.”

Il biologico si conferma sempre più in buona salute. Mentre le vendite alimentari sono sostanzialmente ferme, quelle del bio registrano invece un aumento del 20% nella grande distribuzione e del 15% nei negozi specializzati, i due principali canali di vendita. Significativo anche l’andamento dell’e-commerce bio: i siti che vendono prodotti provenienti dall’agricoltura biologica sono cresciuti di oltre il 70% negli ultimi quattro anni. I consumatori sono sempre più interessati a questa fetta di mercato.

Il numero di famiglie che acquista prodotti biologici almeno una volta l’anno è aumentato: si è passati dal 55% del 2013 al 74% del 2016, con un incremento pari a 1,2 milioni di famiglie utilizzatrici di prodotti bio solo nell’ultimo anno. Il punto sullo stato di salute del bio è stato fatto durante il convegno Bioeuropa2017, organizzato dall’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, in collaborazione con il Consorzio Marche Biologiche, che si è svolto nei giorni scorsi a Isola del Piano (Pesaro Urbino). Il biologico, è stato evidenziato, si pone in controtendenza rispetto all’andamento del comparto agroalimentare: mentre nel nel 2016 il settore food ha registrato una sostanziale stagnazione rispetto al 2015 (+0,4% di vendite nella GDO, contrastate da un -0,5% di vendite nei negozi a piccola superficie), il biologico ha invece messo a punto un +20% delle vendite nella GDO e un +15% di acquisti nei negozi specializzati (dati elaborati da Nomisma su dati Nielsen).

Riguardo ai canali di vendita dei prodotti biologici, che generano un ricavo complessivo di più di 2,7 miliardi di euro sul mercato interno, la grande distribuzione organizzata registra la quota nettamente maggioritaria, pari al 39% del totale. Il secondo canale di distribuzione in termini di ricavi è costituito dai negozi specializzati bio, seguono poi i food services e i negozi tradizionali. Negli ultimi quattro anni sono aumentati anche i siti internet dedicati alla distribuzione di prodotti bio: il numero dei siti per l’ecommerce bio è aumentato del 71,3%, i ristoranti del 68,5%, significativo anche l’aumento delle mense di giugno (+12%).

Il biologico sembra oggi la gallina dalle uova d’oro a cui tutti gli operatori guardano con crescente interesse: etichette con prezzi premium (anche se la maggior diffusione dei prodotti andrà a calmierare la spesa), clientela rassicurata (sull’origine dei prodotti) e soprattutto affezionata. Inoltre il bollino bio è un driver eccezionale per l’export verso i mercati del Nord Europa e negli Usa, tra i primi consumatori di bio al mondo. Le 60 mila aziende italiane del settore, stima Assobio, esportano la bellezza di 1,6 miliardi di euro di prodotti l’anno.

Cambiano i consumi, si punta alla qualità rispetto alla quantità, e si è disposti a pagare di più in cambio dell’elisir di lunga vita promesso dai prodotti della tavola del benessere.

 

 

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